Las Patronas: una speranza per i migranti latinoamericani.
Il “treno della morte” in Messico, soprannominato così per la pericolosità della sua tratta, è il mezzo di trasporto utilizzato dai migranti latinoamericani in cerca di una vita migliore.

Fonte: VincenzoCastelli
Ogni anno, circa 500 mila persone salgono sui vagoni di questo treno merci che parte dal sud del Messico in direzione degli Stati Uniti, cercando di fuggire dalla povertà e dalla violenza.
Tuttavia, salire su questo treno non è una scelta senza rischi. Molti migranti si trovano costretti a salire sui tetti dei vagoni, esponendosi a ferite gravi o rischiando addirittura di cadere e quindi, di perdere la vita durante il tragitto.
Nonostante ciò, molte persone decidono comunque di intraprendere questa pericolosa traversata, sperando di dimenticare per sempre quella vita di sofferenze.
La realtà è che molti di questi migranti non riescono a raggiungere il loro obiettivo e si trovano invece intrappolati in un ciclo di povertà, schiavitù e disperazione.

Fonte: Wikipedia
Le Las Patronas sono un gruppo di donne messicane che operano nel sud del Messico, vicino alla città di Veracruz.
Il loro obiettivo è quello di aiutare i migranti che viaggiano lungo il “treno della morte”, fornendo loro cibo, acqua e assistenza medica.
Questo gruppo di volontarie attivo dal 1995, è una speranza per i migranti che viaggiano lungo il “treno della morte”.
Ogni giorno, da ormai 30 anni, le donne si incontrano per preparare pacchi di cibo e acqua per i migranti che passano in treno.
Quando vedono il treno arrivare, corrono verso la recinzione vicino alle ferrovie e lanciano i pacchi ai migranti che si trovano sui vagoni.

Fonte: Globalist
Le Las Patronas sono diventate conosciute a livello nazionale e internazionale per il loro impegno nel fornire assistenza umanitaria ai migranti, ricevendo anche tanti riconoscimenti.
In questo momento sono 12 le volontarie che si occupano di aiutare i migranti durante il momento più insidioso di tutto il loro tragitto, e probabilmente anche della loro vita.
Fonte: Youtube.
Fonte immagine principale: Twitter.