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Morte Maradona: si è aperto il processo in Argentina

Imputati sei medici e un infermiere con l’accusa di “omicidio con dolo eventuale” relativa alla scomparsa del Pibe de Oro, avvenuta il 25 Novembre del 2020👇

📸primeraedicion – Manifestanti chiedono “giustizia per Diego” all’esterno del tribunale di San Isidro. In testa al corteo ci sono la figlia Dalma(sx) e l’ex moglie Claudia Villafane(dx) – voceliberaweb

Diego Armando Maradona fu lasciato morire in condizioni disumane. L’ombra del sospetto lungo quattro anni, l’opinione pubblica che non ha mai smesso di chiedere giustizia e non smetterĂ  di farlo almeno fino al giorno in cui verrĂ  emesso un verdetto, e adesso la stretta della magistratura argentina intorno ad alcuni componenti dell’equipe sanitaria che seguì “El Diez” nell’ultimo periodo della sua vita. La tesi formulata dall’accusa è che Diego venne scientemente abbandonato al proprio destino, con i medici ben consapevoli di quel che gli sarebbe successo di lì a poco.

“Omicidio semplice con dolo eventuale” – Lo scorso martedì, presso il tribunale di San Isidro(Buenos Aires) si è svolta la prima udienza del processo per la morte di Maradona (avvenuta il 25 Novembre del 2020 a seguito di una crisi cardio-respiratoria) che attualmente vede imputate sette persone (sei medici e un infermiere) accusate di aver cagionato colpevolmente la scomparsa del campione argentino, attraverso una condotta che la procura federale considera idonea a configurare la fattispecie dell’omicidio semplice con dolo eventuale, reato per cui, secondo il codice penale dell’Argentina, è prevista una pena compresa tra gli 8 e i 25 anni di reclusione, che potrebbe venire ridotta sensibilmente (da uno a cinque anni) qualora venisse dimostrata la sola negligenza professionale.

Un’ottava persona, l’infermiera Dahiana Madrid, ha chiesto di venire giudicata in un processo che partirĂ  in estate.

Oltre cento le testimonianze in programma (meno di quelle previste, per accorciare i tempi), decine tra periti, amici, medici e giornalisti che si susseguiranno davanti alla giuria, due udienze alla settimana, e un primo verdetto che dovrebbe venire emesso in autunno. Il processo, appena iniziato, ha però giĂ  regalato un momento clou, quando il Pubblico Ministero Patricio Ferrari ha mostrato in aula una foto che ritrae il corpo di Maradona, scattata pochi istanti dopo la morte, in un piccolo vecchio appartamento, mezzo nudo e con il ventre gonfio. Secondo l’accusa, una delle prove che testimoniano come il paziente venne trascurato e lasciato in condizioni tali da prefigurarne un decesso imminente.

Tra le posizioni in giudizio, la piĂą pesante è quella di Leopoldo Luque, ex medico personale di Diego. Luque, 42enne neurochirurgo, era una delle persone piĂą vicine a Maradona nell’ultimo periodo, avendo la responsabilitĂ  di supervisionare l’equipe medica che lo seguiva, ed è stato tra i primi a finire al centro dei sospetti nei giorni successivi alla morte. Una trama di connivenze, nonchĂ© gravissime negligenze, si dipanerebbe attorno al momento in cui il cuore dell’allora sessantenne cessò di battere, a confermarlo ci sarebbe una serie di elementi indiziari legati sia al trattamento ricevuto dai medici, sia alle comunicazioni whatsapp intercorse tra questi ultimi. Una trama intricata, che si spera possa venire chiarita nei prossimi mesi a livello giudiziario.

📸statics.cedscdn.it

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