Samuele Carrino al Gran Galà della Cultura e Legalità: “Liberi di Scegliere mi ha cambiato la vita”
Al Gran Galà della Cultura e Legalità, Samuele Carrino ha parlato con profonda emozione del percorso che lo ha portato a interpretare ruoli significativi, partendo da quello di Domenico Tripodi da bambino nel film Liberi di scegliere. 👇
Il film, diretto da Giacomo Campiotti, racconta la storia di Marco Lo Bianco, giudice del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, ispirato alla figura reale del dottore Roberto Di Bella, che ha cercato di sottrarre i figli delle famiglie mafiose a un destino già scritto.
Carrino, impossibilitato a partecipare di persona all’evento per impegni sul set, ha inviato un videomessaggio in cui ha condiviso il forte legame con questo film: “Volevo parlarvi di un film a cui ho avuto l’onore di partecipare quando avevo 7 anni. Ero davvero molto piccolo, ma sono sempre rimasto molto legato a questo film perché ha un messaggio stupendo: insegna la cosa più importante, la libertà di scegliere. Infatti, il film si chiama Liberi di scegliere e racconta la storia di ragazzi che nella loro vita hanno fatto scelte sbagliate, ma che hanno avuto la possibilità di cambiare. Ognuno di noi può decidere cosa fare del proprio futuro, anche se questa scelta porta con sé una grandissima responsabilità.”
L’attore ha poi sottolineato il valore delle decisioni personali e il peso che hanno sulle vite degli altri: “Anche se stare in un gruppo di persone che ti fanno fare cose sbagliate può sembrare una soluzione, fidatevi che non lo è. Ogni scelta ha una conseguenza. Chi prende strade sbagliate non perde soltanto la propria libertà, ma anche la possibilità di costruirsi un futuro. E una delle armi più potenti che abbiamo per combattere tutto questo è lo studio. Lo studio non è solo un obbligo, ma anche una possibilità di realizzare i propri sogni. Ogni volta che ci impegniamo, stiamo investendo in noi stessi.“
Carrino ha poi collegato la sua esperienza in Liberi di scegliere al suo nuovo ruolo in Il ragazzo dai pantaloni rosa, sottolineando come entrambi i film parlino di giovani intrappolati in una realtà ingiusta e di un sistema che troppo spesso non sa proteggerli. “Ogni azione ha un impatto. Ogni giorno possiamo scegliere di diventare la persona che vogliamo essere. Non permettiamo che un momento di rabbia, paura o insicurezza decida per noi. Investiamo nel nostro futuro, per noi stessi e per gli altri. Siamo pronti a fare la differenza?“
Il discorso si è concluso con un lungo applauso, segno del forte impatto che le sue parole hanno avuto sugli studenti presenti in platea al momento della proiezione del video.
Samuele Carrino, il giovane talento che dà voce ai dimenticati
Nato nel 2009, Samuele Carrino è uno dei volti emergenti del cinema italiano. Il suo esordio è avvenuto proprio con il film Liberi di scegliere, dove ha interpretato Domenico Tripodi da bambino, un ragazzo cresciuto in una famiglia di ‘ndrangheta, costretto a scegliere tra il destino impostogli e la possibilità di una vita diversa.
Negli anni successivi ha consolidato la sua carriera con diverse produzioni cinematografiche e televisive, ma è con il ruolo di Andrea Spezzacatena nel film Il ragazzo dai pantaloni rosa che ha affrontato una delle sfide più intense della sua giovane carriera. Il film, diretto da Margherita Ferri e premiato anche a Los Angeles per la sua colonna sonora, racconta la storia vera di un ragazzo vittima di bullismo e cyberbullismo, spinto al suicidio nel 2012 a soli 15 anni.
Con il suo talento e la sua sensibilità, Samuele Carrino sta dimostrando di non essere solo un giovane attore promettente, ma un artista capace di dare voce a chi, forse, nell’effettivo, non l’ha mai avuta.