“Star Wars: Episodio III – La Vendetta dei Sith” – L’ascesa di Darth Vader e la caduta dei Jedi
Se c’è un film della trilogia prequel che ha lasciato il segno, è proprio Star Wars: Episodio III – La Vendetta dei Sith(2005). Oscuro, drammatico e colmo di tensione, segna la svolta definitiva nella saga di George Lucas. È il capitolo che trasforma la Repubblica nell’Impero, il prescelto in carnefice e i Jedi in ricordi del passato. Qui vediamo la tragedia di Anakin Skywalker, un uomo divorato dalle sue paure e manipolato fino a diventare l’iconico Darth Vader.
Trama: il tradimento e l’inizio dell’Impero
La guerra tra la Repubblica e i separatisti è ormai agli sgoccioli. Il film si apre con una spettacolare battaglia spaziale sopra Coruscant, dove Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker affrontano il generale Grievous per salvare il cancelliere Palpatine, tenuto “prigioniero” dal conte Dooku. Qui Anakin uccide Dooku su ordine di Palpatine, un primo passo verso il lato oscuro.
Tornato su Coruscant, Anakin scopre che Padmé è incinta, ma la gioia lascia presto spazio all’angoscia: sogna la sua morte durante il parto, proprio come aveva previsto per sua madre. Palpatine approfitta delle sue paure e gli rivela la leggenda di Darth Plagueis, un Sith in grado di manipolare la vita e impedire la morte. È l’esca perfetta per corromperlo.
Obi-Wan viene mandato a eliminare Grievous, mentre Anakin, sempre più diffidente nei confronti del Consiglio Jedi, viene incaricato di spiare Palpatine. La trappola è completa: il cancelliere gli rivela la sua vera identità di Signore dei Sithe lo spinge a scegliere tra il Codice Jedi e il desiderio di salvare Padmé. Quando Mace Windu cerca di arrestare Palpatine, Anakin lo tradisce, permettendo al Sith di uccidere il maestro Jedi. In quel momento nasce Darth Vader.
Segue il massacro dei Jedi: con l’Ordine 66, i cloni si rivoltano contro i loro generali, sterminandoli. Vader guida l’assalto al Tempio Jedi, uccidendo anche i giovani Padawan. Obi-Wan e Yoda, sopravvissuti, decidono di affrontare i responsabili: Yoda combatte Palpatine nel Senato, mentre Obi-Wan affronta Anakin su Mustafar, in uno dei duelli più epici della saga.
Il combattimento finisce in tragedia: Anakin, sconfitto, viene lasciato morente tra le fiamme, mentre Obi-Wan lo guarda con dolore. Ma Palpatine lo salva, trasformandolo in Darth Vader. Padmé, distrutta, dà alla luce Luke e Leia prima di morire. L’Impero è nato, i Jedi sono scomparsi, e la Galassia è avvolta nell’oscurità.

Personaggi: la caduta degli eroi
- Anakin Skywalker / Darth Vader (Hayden Christensen) è il fulcro del film. Non è cattivo, è tragico. Spinto dalla paura di perdere Padmé, finisce per distruggere tutto ciò che ama. Il suo viaggio è una lenta, inesorabile discesa nel lato oscuro.
- Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) è l’unico Jedi che ancora crede in Anakin, e per questo la sua delusione è straziante. Il suo duello con Vader è un momento carico di emozione e rimpianto.
- Padmé Amidala (Natalie Portman) è relegata a un ruolo più passivo, ma il suo dolore riflette il dramma della storia. Il suo amore per Anakin è ciò che lo ha guidato, e allo stesso tempo ciò che lo ha distrutto.
- Palpatine / Darth Sidious (Ian McDiarmid) è il burattinaio definitivo. Ogni sua parola è veleno, ogni azione è calcolata per portare Anakin dalla sua parte. È lui il vero vincitore della storia.
- Yoda e Mace Windu rappresentano i Jedi al loro massimo e al loro peggio: saggi ma accecati, potenti ma impreparati all’inganno Sith.
L’Ordine 66: il momento più devastante della saga
Uno dei momenti più strazianti della saga è l’Ordine 66. I Jedi vengono traditi dai loro stessi soldati, in una sequenza visivamente ed emotivamente devastante. Vediamo i cavalieri della Repubblica cadere uno dopo l’altro, senza avere il tempo di reagire. È il simbolo della loro decadenza: troppo fiduciosi, troppo ciechi per accorgersi della minaccia che avevano davanti.
Regia e impatto visivo: l’apice della trilogia prequel
Lucas, dopo le critiche ricevute per Episodio I e II, realizza un film visivamente spettacolare. Dalla cupa e industriale Mustafar alle maestose sale del Senato, tutto trasmette un senso di grandezza e rovina. Il duello finale tra Anakin e Obi-Wan è girato con una coreografia impeccabile, accompagnato dalla memorabile “Battle of the Heroes” di John Williams.
Gli effetti speciali, pur digitali, hanno retto la prova del tempo. Il volto di Anakin che brucia su Mustafar, la nascita dell’armatura di Darth Vader, il confronto tra Yoda e Palpatine: ogni scena è carica di tensione e significato.

La tragedia di Anakin: un eroe caduto
Alla fine, il film non è solo un prequel di Una Nuova Speranza, ma una vera tragedia shakespeariana. Anakin non cade perché è malvagio, ma perché è consumato dall’amore, dalla paura e dall’orgoglio. Ogni sua scelta lo porta più vicino alla rovina, e quando si rende conto di aver perso tutto, è troppo tardi.
La sua ultima scena in piedi, con la maschera di Vader, è un momento gelido e inquietante. Palpatine ha vinto, e l’unico spiraglio di luce nella Galassia sono due neonati, Luke e Leia, destinati a sfidare l’Impero.
Conclusione: il miglior prequel, il cuore della saga
La Vendetta dei Sith è il capitolo più forte, intenso e tragico della trilogia prequel. Colma ogni lacuna tra Episodio II e Una Nuova Speranza, offrendo una storia che è più di una semplice origine di Darth Vader: è un racconto di perdita, inganno e caduta.
Il film porta a compimento l’arco narrativo di Anakin in modo devastante, chiudendo il cerchio con maestria. È il film che i fan aspettavano, e che ancora oggi resta uno dei più amati dell’intera saga di Star Wars.