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Tsundoku: l’abitudine di accumulare libri senza leggerli

Anche tu acquisti libri senza leggerli? Tsundoku, questo è il nome del fenomeno che magari riguarda anche te. Il filosofo giapponese Motoki Ohmori affermava che tsundoku non è in sé una cattiva abitudine, ma un’espressione dell’aspirazione umana alla conoscenza. Nell’opera “Il Cigno Nero”, l’autore libanese Nassim Nicholas Taleb evidenzia il termine “antibiblioteca”. Secondo il suo pensiero proprio i libri non letti sarebbero più importanti di quelli letti, dal momento che essi rappresenterebbero un potenziale di conoscenza ancora estraneo alla nostra persona, un valore aggiunto per le persone che siamo oggi.

L’origine e la spiegazione della parola

Il termine “tsundoku” nasce in Giappone durante l’era Meiji e si può così scomporre:

積んで (tsunde) → si può intendere con la traduzione di “impilare”,” accumulare”

置く (oku) → parola che vuole esprimere il concetto di “lasciare da parte”, “mettere via”

読 (doku) → interpretabile come “leggere”

Le possibili motivazioni

L’abitudine di accumulare libri senza però poi leggerli è un fenomeno di natura globale, capace di essere anche oggetto di studi e analisi. Le motivazioni rintracciate sarebbero molteplici, tra queste:

  • La FOMO della lettura: la cd. “Fear of Missing Out” declinata al mondo della letteratura ci vedrebbe acquistare volta per volta libri su libri senza avere però un effettivo piano di lettura, essendo spinti talvolta solo ed esclusivamente dalla voglia di non perdersi libri ed “esperienze letterarie”. Su questo fronte hanno grandissima incidenza i molteplici consigli di lettura e le continue classifiche che ci arrivano attraverso i social, le recensioni e gli influencer letterari.
  • La voglia di conoscere: in stretto collegamento con la “FOMO” da lettura vi è il desiderio di imparare e rimanere aggiornati, non tenendo conto tuttavia del nostro tempo libero che viene quindi sopravvalutato. La percezione che abbiamo dello stesso viene quindi ad essere distorto o, nel momento specifico in cui acquistiamo un libro, particolarmente orientata alla lettura, non tenendo conto di ulteriori e differenti esigenze alle quali rispondere.
  • Il fascino dell’oggetto: il libro in sé risulta essere anche elemento di interior design e di arredamento. Per tanta gente il libro è un oggetto innanzitutto dall’eccellente valore estetico e il suo acquisto risulta maggiormente rivolto a ciò, mettendo in secondo piano la lettura del volume.

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